COPPIE DI FATTO: L’ANATEMA EVERSIVO DI CAFFARA E LA RISPOSTA DI RETE LAICA

COPPIE DI FATTO: L’ANATEMA EVERSIVO DI CAFFARA E LA RISPOSTA DI RETE LAICA

– Al fine di tutelare tutte quelle coppie che, pur senza aver contratto vincolo di matrimonio, decidono di convivere sotto lo stesso tetto condividendo un comune progetto di vita, la regione Emilia-Romagna ha recentemente introdotto, con la legge finanziaria, un articolo (il numero 42) che, di fatto, estende i servizi resi dalla Regione alle famiglie, a tutti i cittadini conviventi.

La Regione aveva cercato, in questo modo piuttosto burocratico, di evitare grandi proclama ideali, che avrebbero certamente sollevato il solito polverone e riacceso l’eterno scontro tra Guelfi e Ghibellini che attanaglia il nostro Paese.

A nulla tuttavia è servito l’escamotage, che non è certo sfuggito all’attenta sorveglianza delle gerarchie ecclesiastiche.

Il Cardinal Carlo Caffara, infatti, con una lettera autografa al Presidente Vasco Errani, alla Giunta e al Consiglio regionali, ha esposto tutta la sua contrarietà  all’articolo 42 della finanziaria, il quale, secondo l’alto prelato, sarebbe nientemeno che “un attentato alle clausole fondamentali del patto di cittadinanza”, la cui approvazione “avrebbe a lungo andare effetti devastanti sul nostro tessuto sociale”.

Il principio cardine di tutto il ragionamento di Caffara si riassume in una sorta di perifrasi su uguaglianza e diversità: “Se è ingiusto trattare in modo diverso gli eguali – sostiene il cardinale – è ugualmente ingiusto trattare in modo uguale i diversi”.

Concludendo poi con una sorta di sentenza dal sapore di invito alla disobbedienza civile: “Onorevoli signori, come cittadino, cristiano e vescovo, rispetto la vostra autorità  – sviolina Caffara prima di affondare la lama – ma con la stessa forza e convinzione – prosegue infatti – vi dico che vi possono essere leggi gravemente ingiuste, come sarebbe questo comma se venisse approvato, che non meritano di essere rispettate” e, con una chiusura degna di un profeta, lancia pure il suo anatema: “Dio vi giudicherà , anche chi non crede alla sua esistenza, se date a Cesare ciò che è di Dio stesso”.

Non si è fatto attendere il commento di Rete Laica, la quale, attraverso le parole del suo portavoce Maurizio Cecconi, ha giudicato l’attacco di Caffara una “gravissima minaccia eversiva verso i poteri statali” chiedendo, di tutta risposta, alle istituzioni emiliano-romagnole di sospendere i finanziamenti alla Chiesa cattolica.

“Rete Laica non si stanca di ripetere – continua la nota di Cecconi – che la realtà è, per fortuna, più complessa e ricca di come la dipinge il Cardinale, dividendo il mondo in “normali e diversi” e chiedendo che a questi ultimi non siano riconosciuti gli stessi diritti”.

Facendosi interprete poi del pensiero clericale, Cecconi azzarda: “Il Cardinale Caffarra propone un’idea carceraria delle relazioni umane, dove una coppia si sposa solo per avere dei benefici economici e solo grazie a questi resta assieme. Il pensiero della Curia è: se le persone fossero libere, chissà  cosa combinerebbero! In fin dei conti è proprio questo che la Chiesa Cattolica non accetta: che le Istituzioni riconoscano la libertà di scelta dei cittadini e aiutino i diversi progetti di vita delle persone”

Ricordando poi come la presenza di coppie etero e gay non sposate e con figli sia non solo una realtà affermata nel territorio emiliano romagnolo, ma anzi in costante aumento, Rete Laica considera la decisione della Regione nei confronti di questi cittadini “un dovere” dettato dall’esigenza di conformarsi alle esigenze della società, oltre che un segnale a livello nazionale.

di Stefano Spillare

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