Cos’è il “bricolage dello smog” e perché può salvare Bologna

Cos’è il “bricolage dello smog” e perché può salvare Bologna

Controllarsi l’aria da soli è possibile, e in Europa lo fanno già. E’ quanto riporta il Corriere di Bologna: pare infatti che sia arrivata un’evoluzione in termini di centraline, chiamato ‘bricolage dello smog’. La novità si rivolge non solo ai cittadini già sensibili al tema, ma anche ai nuovi appassionati del ‘genere’. I primi, inoltre, potrebbero diventare “agenti rilevatori” della qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno.

Oltre trecento sensori sono stati distribuiti nel Comune di Bologna, con una catena partita dal Tpo di via Casarini e che si è estesa anche nelle zone limitrofe e in parte dei comuni bolognesi e in parte del modenese. Misurare il biossido di azoto: questo è il fine di tutto il movimento. Cos’è? E’ un gas che è stato dichiarato dannoso alla salute, e che può formare le Pm10, ossia particolato sottile.

La campagna inizierà il 28 gennaio ed è stata chiamata “Aria Pesa”: il tutto è stato poi organizzato da Luca Tassinari, numero uno dell’associazione ‘Amo Bologna’ che ha spiegato come svolgere l’installazione delle nuove piattaforme. Alla fine, festa finale e celebrazione della campagna. Anche dei numeri, poi: perché oltre 260 campionatori sono stati già prenotati, quasi cinquanta già installati. In molti, inoltre, hanno già ritirato il loro ‘premio’ per lo stile di vita.

Ma non c’è solo ‘Aria pesa’, anzi: i cittadini sono molto più coinvolti nella rilevazione dello smog di quanto si pensi, e i ‘grazie’ sono un po’ sparsi, fino ada rrivare anche a Stoccarda. Sì, perché l’Università tedesca ha perfezionato un marchingegno interessante che rileva le polveri sottili, e l’ha distribuite in molte città europee. C’è Bologna tra queste, ben tredici per il capoluogo emiliano più una posizionata a Modena. Giorno per giorno rilevano i dati e forniscono spaccati della città molto indicativi: alcuni di questi numeri hanno sentenziato valori sopra al limite nella zona nord di Bologna. Altri sensori sono in Arcoveggio, Borgo Panigale, centro e Santa Viola. Una settimana fa, dieci su tredici superavano il limite e la media giornaliera che si dovrebbe tenere.

Per chi ha ritirato il rilevatore, ecco anche le informazioni per l’installazione con tanto di kit. Cosa troverete all’interno? Una staffa tanto per cominciare, poi tre fascette per il fissaggio, quindi un campionatore: è un tubo di qualche centimetro da apporre nel luogo più aperto che vi si trovi sul vostro dominio privato. Ma che dev’essere distanziato tre metri dal suolo.

Ogni bolognese avrà inooltre una scheda da riempire con l’indirizzo e il posizionamento del rilevatore, segnalarlo dunque all’associazione. A fine mese toccherà proseguire con l’operazione dell’eliminazione del tappo. Una volta consegnato, il tutto sarà trasferito al laboratorio inglese che determinerà i risultati in merito al biossido di azoto accumulato.

 

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