OSPEDALE MAGGIORE DI BOLOGNA, NO AD INFERMIERI ‘FACTOTUM’ NEI TRE BLOCCHI CHIRURGICI

OSPEDALE MAGGIORE DI BOLOGNA, NO AD INFERMIERI ‘FACTOTUM’ NEI TRE BLOCCHI CHIRURGICI

BOLOGNA, 14 GIU. – Alberto Vecchi (pdl) in un’interrogazione sollecita la Giunta regionale ad intervenire con urgenza per chiedere il mantenimento dei tre blocchi di chirurgia (generale, specialistica, ortopedica e neurologica) dell’ospedale di Maggiore di Bologna, privilegiando in tal modo la professionalità raggiunta in tutti questi anni dal personale infermieristico nel rispettivo ambito di competenza e la qualità del servizio erogato, rispetto – sottolinea – ad una politica di mero risparmio economico.

Il consigliere riferisce, in proposito, che a breve, all’ospedale Maggiore di Bologna dovrebbe partire per volontà dell’Ausl un “progetto formativo” per il personale infermieristico di strumentazione e anestesia appartenente ai tre citati blocchi operatori, attraverso il quale – nelle intenzioni dell’azienda – si dovrebbero accrescere le competenze interfunzionali e trasversali dei partecipanti, in modo da creare infermieri in grado di operare in tutte e tre le diverse discipline alle quali sono riservati i blocchi chirurgici. A parere di Vecchi, tale progetto, se attuato, dietro all’obiettivo “di ottimizzare l’utilizzo delle risorse”, nasconderebbe “la volontà di tagliare i costi eliminando il 33% degli infermieri”, passando dagli attuali 90 “altamente specializzati” a circa una sessantina. Gli effetti del piano, sostiene Vecchi, sarebbero “paradossali”, basti pensare – sottolinea – ad un’equipe di infermieri strumentisti che per 20 anni ha fatto solamente ortopedia che viene ‘buttata’ in un caso di trauma center, ad esempio un incidente stradale gravissimo, e che in 10 minuti deve preparare gli strumenti per un paziente in pericolo di vita. Vecchi puntualizza inoltre che da parte del personale infermieristico (persone – precisa – che già oggi fanno 12/14 ore di sala operatoria), c’è sì la volontà di aprire due nuovi piani di sale operatorie al Maggiore, ma mantenendo i tre blocchi chirurgici ben distinti, come sono attualmente. E questo per garantire la massima professionalità ed attenzione nonché la qualità del servizio, che, diversamente, sarebbe irrimediabilmente danneggiato.

L’esponente del pdl chiede quindi all’esecutivo se, in un momento di difficoltà nel settore medico-infermieristico, colpito sempre più da denunce dei cittadini, “anche per futili motivi”, non ritenga che la situazione prospettata possa creare “grave disagio ed imbarazzo al settore degli infermieri strumentisti ed anestesisti che vedono la qualità del loro lavoro irrimediabilmente danneggiata con tutti i rischi che ne potrebbero seguire”.

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