TACI PESTA UN GIORNALISTA, TAGLIA DI 10MILA EURO SUL PETROLIERE CHE VOLEVA IL BOLOGNA

TACI PESTA UN GIORNALISTA, TAGLIA DI 10MILA EURO SUL PETROLIERE CHE VOLEVA IL BOLOGNA

TIRANA, 5 NOV. – Torna a far parlare di sé Rezart Taci, il petroliere albanese che aveva praticamente acquistato il Bologna per poi rimangiarsi la parola all’ultimo momento e buttarsi in una fantomatica corsa per le quote societarie del Milan .

Questa volta il magnate albanese si è fatto apprezzare più per le botte date che per pacchi tirati e le sparate mediatiche. È infatti per un episodio di violenza che la polizia albanese ha emanato un mandato di cattura nei suoi confronti.

IL PESTAGGIO- Due giorni fa il fattaccio. Taci e due suoi collaboratori (bodyguards?) erano in un pub di Tirana. Nella scena entra un giornalista della capitale albanese, Mero Baze. Non è lì per la solita intervista o per partecipare ad una conferenza stampa. In effetti non si sa in che veste sia lì. Se come semplice avventore o perché cercava un contatto con Taci.

Baze è , infatti, noto per le sue inchieste sui legami tra il premier albanese Sali Berisha e il petroliere amante del calcio italiano Rezart Taci. Inchieste su giochi di potere che non devono aver fatto piacere al “quasi” proprietario dei rossoblu.

L’accusa della polizia locale nei riguardi di Taci è infatti quella di aver partecipato al pestaggio del giornalista insieme a due suoi collaboratori. I due “collaboratori” sono già stati arrestati. Per quel che riguarda il magnate: è a piede libero con un mandato di cattura da ricercato che pende sulla sua testa.

LA TAGLIA- La novità delle ultime ore è che anche l’unione dei giornalisti albanesi lo sta braccando. I giornalisti Si rendono conto che un uomo tanto ricco non avrà problemi nel trovare escamotage sia civili che legali per ciò che ha fatto. Sanno che le sue amicizie altolocate in politica potrebbero metterlo al riparo dalle sue responsabilità. Quindi forse più per provocazione che come soluzione hanno proposto una taglia di 10.000euro per la cattura del petroliere che è stata sbandierata anche ieri durante una manifestazione dei giornalisti di fronte al palazzo del governo di Tirana.

Cartelli e slogan che intonavano “Berisha don’t TAC the media” guidavano un’offensiva della stampa per mettersi al riparo da possibili prevaricazioni del governo contro il settore dell’informazione.

DOV’è TACI?- Nel frattempo Taci è scomparso ma non ha smesso di rilasciare dichiarazioni in cui si è difeso dalle accuse negando il coinvolgimento nell’episodio. Nella sua versione il petroliere ha dichiarato che al momento del fatto, stava tranquillamente lavorando nel suo ufficio.

Considerato il mandato di cattura della polizia in seguito all’arresto dei due collaboratori e alla testimonianza della vittima, forse non tutti credono alle parole del petroliere.

Almeno i bolognesi non sono più soli nell’essere scettici.

Marco Spano

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