VENEZIA SFONDA IL MURO: CASE POPOLARI ALLE COPPIE DI FATTO. ANCHE GAY

VENEZIA, 20 GEN. – Con una decisione che farà decisamente discutere il mondo cattolico, il Comune di Venezia ha aperto la graduatoria delle case popolari alle coppie di fatto, anche omosessuali. La delibera in effetti non fa riferimento a coppie etero o gay, ma, come spiega Mara Rumiz, assessore alle Politiche della Residenza di Venezia, «il Consiglio comunale ha semplicemente applicato al termine “famiglia” la definizione dell’articolo 4 del dpr 223/89, che afferma testualmente: “Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune”.».

Soddisfatto Sebastiano Bonzio, capogruppo di Rifondazione Comunista nell’assemblea comunale veneziana, fautore della proposta: «Le migliorie apportate grazie a Rc sono socialmente rilevanti anche sul piano della giustizia civile. Si equiparano cioè le famiglie unite da vincolo di matrimonio e le cosiddette coppie di fatto che, come per le “famiglie vere” riceveranno punti in graduatoria esibendo la certificazione dell’anagrafe comunale che attesti che l’avvio della loro coabitazione».

La lotta agli affitti in nero è un altro dei punti chiave della delibera. Il Comune di Venezia stabilisce infatti che chi denunci all’autorità giudiziaria l’esistenza del proprio contratto di locazione non regolare riceverà un ulteriore punto in graduatoria. Secondo Bonzio, questa nuova opportunità nelle mani degli inquilini dovrebbe finalmente «stimolare nei proprietari comportamenti virtuosi, rispettosi dei diritti degli inquilini e della fiscalità generale».

Confermati, tra le proteste di Pdl e Lega, i punti aggiuntivi previsti per i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno che si ricongiungono alla famiglia e i due punti assegnati agli emigranti di ritorno. Un maxi-emendamento prevede infine l’assegnazione di sette punti a chi è seguito dai servizi sociali. Gli effetti della delibera saranno attivi da febbraio, all’apertura del nuovo bando.

Isabella Baricchi

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