Mark Rutte, chi è il premier olandese e capofila dei Frugali? Nemico di Conte fino all'accordo di oggi, scopriamo meglio il primo ministro olandese

Dutch Prime Minister Mark Rutte takes off his protective mask prior to a meeting on the sidelines of an EU summit in Brussels, Saturday, July 18, 2020. Leaders from 27 European Union nations meet face-to-face for a second day of an EU summit to assess an overall budget and recovery package spread over seven years estimated at some 1.75 trillion to 1.85 trillion euros. (AP Photo/Francisco Seco, Pool)

Mark Rutte si è preso le prime pagine di tutti i giornali mondiali in questi ultimi giorni, per il suo non retrocedere dinanzi alle richieste dell’Eurozona. In una certa maniera è stato nemico di Giuseppe Conte fino all’alba di questa mattina, quando l’Eurogruppo ha raggiunto l’accordo definitivo sul Recovery Fund.

Rutte è anche il leader dei cosiddetti Paesi Frugali. Tra questi spiccano la sua Olanda, l’Austria, la Danimarca,la Svezia), cioè quei paesi che fino all’ultimo si sono battuti per evitare che l’Unione Europea aumentasse il contributo per il bilancio, erogasse prestiti a fondo perduto e proponendo, peraltro, un meccanismo di veto per respingere i piani nazionali presentati dai paesi. Un leader intransigente, particolarmente amato in Olanda per la sua linea dura e per le capacità politiche. Ma chi è Rutte? Lo scopriamo meglio nel nostro profilo.

Mark Rutte, chi è il più intransigente dei leader europei

Mark Rutte, cinquantatré anni, è uno dei leader più longevi di tutta l’Unione Europea. Assieme ad Angela Merkel, cancelliera tedesca, è probabilmente il più apprezzato per la sua abilità di negoziare. Il più piccolo di sette fratelli, ha studiato storia e ha iniziato precocemente la sua scalata politica. Dal 2002 al 2006 è stato ministro, poi leader del Partito Popolare per la libertà e la democrazia. Liberale e conservatore, Rutte è ancora oggi alla guida del partito.

Fin dall’inizio della sua carriera, Rutte si è distinto per la sobrietà: possiede poche cose, vive in un appartamento all’Aia, solo, lavora ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Affronta tutte le sue spese da solo, non accetta rimborsi e, negli eventi pubblici, si infila tra la gente noncurante. Un leader integralista ed integerrimo, uno a cui non sfugge niente e che probabilmente meglio di tutti risponde alla parola di “esempio” per i suoi sostenitori. Un calvinista d’altri tempi.

Esempio di questo ligio rispetto delle regole è offerto dalla recente scomparsa della madre novantaseienne. Rutte, essendo vietati i contatti, anche tra i familiari, non è andato dalla madre quando questa si stava spegnendo. L’ha salutata solo il giorno prima, mentre teneva un vertice di governo. La gestione Covid-19 ha aumentato i suoi consensi: del leader gigliato è piaciuto il modello spartano imposto ai suoi connazionali. Negli ultimi anni, il suo partito si è avvicinato alle posizioni della destra storica: più euroscettico, il giusto, più conservatore. Fondamentale, per Rutte, non perdere parte del suo variegato elettorato. Un leader figlio del suo tempo: oggi in Olanda il 70% voterebbe per restare in Europa ma una grossa percentuale vorrebbe meno europeismo all’interno della propria quotidianità. Rutte, in questo senso, è il giusto mezzo tra due posizioni.

Mark Rutte: il video-shock durante la pandemia

Rutte è noto agli italiani ben prima del suo acceso testa a testa con Giuseppe Conte. Due mesi fa, in visita ad un cantiere, agli operai che gli chiedevano di non dare soldi all’Italia, in piena emergenza Coronavirus, il leader olandese rispose con un “Ok, non diamo niente”. Indignando maggioranza e opposizioni, europeisti e non. Qui, di seguito, il video.

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