Patrick Zaki, detenzione ancora rinnovata: continua la lotta di Amnesty L'incubo non è ancora finito: detenzione prolungata di altri 45 giorni

Patrick Zaki – L’incubo non è ancora finito: il tribunale del Cairo ha rinnovato per altri 45 giorni la carcerazione preventiva per lo studente egiziano dell’Università di Bologna, arrestato lo scorso 7 febbraio con l’accusa di propaganda sovversiva.

Patrick è in carcere da oltre 5 mesi, da quando il 7 febbraio scorso venne arrestato al suo arrivo al Il Cairo. Il 4 luglio alla famiglia era arrivata una sua lettera datata 21 giugno: “Sto bene. Amici di lavoro e dell’Università di Bologna, mi mancate tanto”.

Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, che segue da vicino la vicenda, dichiara: “Da mesi si sta ripetendo il solito film: uno snervante prolungamento della detenzione del giovane, che procede a ritmo di poche settimane alla volta, e che sembra mirare all’obiettivo di gettare nel dimenticatoio la sua storia. È necessario fare ogni sforzo possibile per scongiurare questa eventualità, che sarebbe gravissima. Bisogna farlo non soloper Zaki, ma per tutti i ragazzi e le ragazze ingiustamente privati della loro libertà per le loro idee e opinioni. Se così dovesse essere, sarebbe un fallimento collettivo delle istituzioni che non possono chiudere gli occhi. Dobbiamo continuare a insistere nel chiedere la sua scarcerazione e a mantenere alta l’attenzione sul caso”.

PATRICK ZAKI, L’APPELLO DI AMNESTY

Il tribunale della capitale, riferisce la rete di attivisti in contatto con i suoi legali, ha deciso di rinnovare la carcerazione preventiva per altri 45 giorni. “Avevamo veramente sperato in un esito diverso, ma la notizia che arriva dal Cairo è ulteriormente inumana. Le autorità egiziane immaginano che dimenticheremo la sua sorte: sbagliano”, ha commentato il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury. Lui tra coloro che più di tutti si è speso, insieme all’organizzazione, per chiedere la liberazione del giovane.

Zaki si trova in carcere ormai da 158 giorni, rinchiuso nella famigerata Sezione II Scorpion della prigione di Tora dedicata agli oppositori del regime di Abdel Fattah al-Sisi.

Proprio lunedì, inoltre, dopo aver contratto il Covid-19 in carcere, è morto il giornalista egiziano Mohamed Monir. Il reporter 65enne era detenuto nello stesso carcere dove è rinchiuso Patrick Zaki. Il rischio nelle carceri è altrissimo, amplificato anche dalle scarse condizioni igienico-sanitarie. Amnesty e altre organizzazioni, intanto, non smettono di lottare affinchè Patrick riacquisti la sua libertà e possa tornare a casa.

 

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