Bravo Charles, hai dato dignità ad una sacrosanta protesta Il gesto del campioncino della Ferrari, probabilmente l'unico sensato da mesi a questa parte

Drivers take a knee n support of the Black Lives Matter movement before the Austrian Formula One Grand Prix race at the Red Bull Ring racetrack in Spielberg, Austria, Sunday, July 5, 2020. (Dan Istitene/Pool via AP)

Siamo reduci da mesi particolari, un po’ come il 2020. Il Coronavirus avrebbe dovuto, dicevano gli esperti, migliorarci. In Italia e nel mondo. Non è successo e mentre la pandemia impazza, nuovi morbi spaventano un mondo che si è riscoperto terribilmente fragile. E vecchi pregiudizi tornano: il razzismo, ovviamente, fa parte del pacchetto. E la morte di George Floyd, ovviamente, non è passata inosservata.

Come giusto che sia, peraltro. Ma quanto successo negli ultimi due mesi ha lasciato non pochi dubbi. Qual è la differenza tra la vittima e il carnefice, se pure la presunta vittima si rende carnefice di altre scelleratezze? Il riferimento non è alla protesta in sé, che ripetiamo essere sacrosanta e giusta. Ma alle modalità di una protesta che ieri, Charles Leclerc, fenomeno della Ferrari, ha reso senza mezzi termini dignitosa e alta, altissima.

Non in ginocchio, ma ugualmente impegnato

Non si è inginocchiato, Charles. Ma non per questo, come ha detto, è meno impegnato. Per capirci: è il primo essere umano, da mesi a questa parte, che non propone di distruggere la storia, gli scacchi, le statue, il mondo. Ed è l’unico, o comunque uno dei pochi, che non si inginocchia. E non lo fa per la commercialità di un gesto. O meglio, per un gesto diventato ben presto commerciale.

È diventato difficile, come qualcuno pure giustamente ha detto, distinguere il razzista dal non razzista. Perché la protesta, dopo le prime settimane di giustificata veemenza, ha preso poi altre pieghe, dando l’immagine distorta rispetto a quel che doveva essere, che sarebbe dovuta essere. Negozi presi d’assalto, le già citate statue distrutte, capolavori del cinema banditi dai canali streaming e dalle tv. Si è andati ben oltre, e ben oltre la logica.

Logica che viene restituita da un ragazzino di ventuno anni che, seppur apprezzato sportivo, resta sempre una voce bianca in un universo di voci grosse ma parecchio vane. Leclerc, più di un politico, di uno statista, di un manifestante, ha dato la sua lezione: “Il razzismo si combatte, ma senza formalità, con gesti quotidiani“. Il gran premio, quello della vita, il giovane Charles l’ha vinto già. E in due parole ha detto ciò che in due mesi i grandi del mondo non hanno saputo partorire.

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