Nasrin Sotoudeh, imprigionata per la difesa e la libertà delle donne iraniane Condannata a 38 anni di prigione e 148 frustate. L'appello di Amnesty per la sua libertà

Oggi è il suo compleanno. Nasrin Sotoudeh, avvocata e attivista iraniana militante per i diritti umani, compie 57 anni mentre sta scontando una pena che non merita. Il tribunale di Teheran l’ha condannata a 38 anni complessivi di prigione e 148 frustate in due processi legati alla sua attività.

NASRIN SOTOUDEH E LA LOTTA PER LA LIBERTA’

Le accuse nei confronti dell’attivista iraniana vanno dalla “collusione contro la sicurezza nazionale” alla “propaganda contro lo Stato”, dall’“istigazione alla corruzione e alla prostituzione” e ancora alle “apparizioni in pubblico senza hijab”. L’avvocatessa, vincitrice del Premio Sakharov per la libertà di pensiero assegnato dal Parlamento europeo, aveva difeso donne arrestate per essersi scoperte il capo in luoghi pubblici e aveva criticato un nuovo codice penale che consente solo a un ristretto numero di avvocati di rappresentare imputati di crimini contro la sicurezza.

Nasrin da sempre aveva preso a cuore il grido di libertà delle donne iraniane, ancora sottomesse a un pezzo di stoffa tenuto in testa, il velo appunto, che non hanno scelto di indossare.

Nasrin Sotoudeh

La sua condanna si considera un insulto al genere umano, in particolare a quello femminile. Amnesty International l’ha fortemente criticata, ritenendo la “sentenza sconvolgente e vergognosa avvenuta dopo l’ennesimo processo irregolare. È sconvolgente che Nasrin Sotoudeh vada incontro a quasi quattro decenni di carcere e a 148 frustate a causa del suo lavoro pacifico in favore dei diritti umani, compresa la difesa legale di donne sotto processo per aver sfidato le degradanti leggi sull’obbligo del velo”, le parole di Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e sull’Africa del Nord di Amnesty International. L’associazione ha spiegato che si tratta della pena più severa per un difensore dei diritti umani in Iran negli ultimi anni.

L’APPELLO DI AMNESTY INTERNATIONAL

Ancora adesso la lotta e le proteste continuano. In questo momento, infatti, le carceri iraniane rischiano di essere travolte dall’emergenza Covid-19. Nasrin ha annunciato l’inizio di uno sciopero della fame per chiedere il rilascio di tutti i prigionieri politici iraniani che sono a rischio di contagio. L’intenzione di Amnesty e delle altre organizzazioni è di non abbandonarla adesso, e di far sentire la propria voce firmando un appello per la sua liberazione.L’augurio che Nasrin possa tornare presto libera, perchè difendere i diritti non è un crimine.

 

Alessandra Santoro

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