Cédric Herrou assolto in via definitiva: la solidarietá non è reato La Corte di Cassazione francese ha assolto Herrou, diventato simbolo del sostegno ai migranti

La giustizia francese ha finalmente scagionato Cédric Herrou, l’uomo simbolo del sostegno ai migranti, confermando il “principio di fraternità” sancito nel 2018 dal consiglio costituzionale di Parigi. “È il trionfo della ragione e del diritto”, ha esultato Sabrina Goldman, tra gli avvocati di Herrou.

LA STORIA DI CÉDRIC HERROU

Ma chi è Cédric Herrou? Per alcuni un eroe, per altri un delinquente. Ma per tutti, è diventato un simbolo dell’aiuto ai migranti nella valle della Roia, una enclave montana stretta tra l’Italia e la Francia. Sul ripido terreno a Breil, accanto alla sua casa, questo contadino di 37 anni nel 2017 aveva ideato una sorta di “campeggio agricolo”: quattro tende, due roulotte e lampadine colorate: lì ospitava i migranti. Li trasportava da Ventimiglia con il suo furgone o arrivano da soli a piedi dalla ferrovia che costeggiava il suo terreno. Centinaia di bambini, donne e uomini potevano fare lì una pausa prima di proseguire verso le metropoli europee.

Per il tribunale, però, Herrou era un fuorilegge, accusato di aver facilitato l’ingresso, la circolazione e il soggiorno di immigrati irregolari. Lui, però, ha continuato a rivendicare tutte le sue azioni e a sostenere che avrebbe continuato a consentire il passaggio dei migranti fino alla riapertura della frontiera franco-italiana e ad una degna accoglienza per i richiedenti asilo.

Nonostante le pressioni da parte delle autorità, Cédric Herrou aveva continuato la sua battaglia basata sulla disobbedienza civile nel nome del principio di fraternità e, nell’agosto del 2017 il tribunale lo ha condannato a quattro mesi di prigione con la condizionale per aver aiutato circa 200 persone, principalmente eritrei e sudanesi, ad oltrepassare il confine tra i due Paesi.

LA SOLIDARIETÁ NON È REATO

Il 6 luglio 2018, però, i Saggi del Consiglio costituzionale francese avevano stabilito che “un aiuto disinteressato ai migranti, sia esso individuale o militante e organizzato, non può essere oggetto di procedure giudiziarie”. La Corte di Cassazione ha poi confermato il cosiddetto “principio di fraternità” e, nel dicembre 2018 ha annullato la condanna di Herrou, rimandandolo davanti alla corte d’appello di Lione. Il caso è stato definitivamente archiviato qualche giorno fa da quest’ultima.

Cédric Herrou

Per Cédric Herrou valgono alla lettera i principi francesi di “Libertà, uguaglianza e fratellanza”. Come ha commentato in un’intervista “Chi bussa alla mia porta verrà sempre aperto. Se siamo in cinque a cena, c’è posto anche per il sesto. Chi chiede aiuto deve essere accolto“.

Oggi ha vinto la sua battaglia, combattuta nel rispetto della dignità umana e nella difesa dei diritti fondamentali di ognuno. Dobbiamo dunque ringraziarlo, per averci ricordato quanto, nonostante le avversità, sia importante sottolineare l’importanza di sentimenti puri come l’accoglienza e l’umanità; per averci ricordato che la solidarietà non è reato.

 

Alessandra Santoro

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