“Una giornalista va ascoltata”: il caso Giovanna Botteri, esempio per le donne La vicenda che ha coinvolto la professionista, oggetto di numerose critiche sul suo aspetto fisico, può e deve diventare un esempio

È ormai un caso, quello di Giovanna Botteri, giornalista e corrispondente Rai. Se le avessero detto che a sessantadue anni sarebbe finita nell’occhio del ciclone per il suo aspetto, forse non ci avrebbe creduto, ma è quello che è successo.

IL CASO GIOVANNA BOTTERI

In inglese viene definito “Body shaming” ed è l’assurda e insensata pratica di deridere una persona per il suo aspetto fisico. Nel mirino degli haters stavolta ci è finita proprio lei, Giovanna, grande professionista ormai da anni. Il tutto è partito da un servizio di Striscia la notizia, che ha poi scatenato in rete una pioggia di critiche rivolte alla giornalista, al fatto che indossasse sempre lo stesso maglione o che non fosse fresca di messa in piega durante le sue apparizioni televisive.

Non è il primo caso. Più e più volte, sia donne che uomini sono stati oggetto di critiche sul web relative proprio all’aspetto fisico: il peso, l’altezza, i capelli, malattie considerate antiestetiche e la lista potrebbe allungarsi. I social, infatti, strumento assolutamente positivo se usati con buonsenso e civiltà, possono talvolta trasformarsi in un orrendo covo di veleno, cattiveria e stupidità.

Giovanna Botteri

LA RISPOSTA DELLA GIORNALISTA

“Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettimi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste , quelle televisive soprattutto, hanno o dovrebbero avere secondo non si sa bene chi…Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio.

E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista. A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo, minimo, come questo. Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere, scrive proprio la Botteri, in un intervento pubblicato sul sito Rai e sui social dell’Usigrai.

“Non vorrei che un intervento sulla mia vicenda finisse per dare credibilità e serietà ad attacchi stupidi e inconsistenti, che non le meritano. Invece sarei felice se fosse una scusa per discutere e far discutere su cose importanti per noi, e soprattutto per le generazioni future di donne“, continua la giornalista, che ha ricevuto altrettanta solidarietà.

GIOVANNA BOTTERI E LA SUA BATTAGLIA CULTURALE

Ciò che colpisce maggiormente dell’intervento di Giovanna Botteri è proprio il modo in cui, a differenza della mediocrità caratterizzante le critiche ricevute, lei si sia saputa soffermare su ciò che realmente conta in una donna, in particolar modo in una professionista come lei. Ma soprattutto, da gran signora, Giovanna preferisce non fomentare una vicenda simile, e non cadere nel becero di certe questioni; invita tutti, però, ad una sorta di battaglia culturale, a creare una discussione che sia utile a noi e alle generazioni future.

Nessuno al mondo merita attacchi simili, ma ancor più stupido è concentrarsi sull’aspetto fisico di una donna che di cose da dire ne ha davvero tante. Ecco, Giovanna è una di quelle donne che, a sentirle parlare, conferma ancora una volta quanto sia importante, sempre, comunque e dovunque, promuovere ciò che davvero migliora un po’ il mondo: l’istruzione e la cultura.

Ma d’altronde, cosa si può dire a una che, come inviata speciale, ha seguito una serie di importantissimi avvenimenti internazionali come il crollo dell’URSS, l’inizio della guerra d’indipendenza in Croazia, la guerra in Bosnia e l’assedio a Sarajevo, e i massacri di Markale e di Srebrenica? Come si può far prevalere la bellezza di fronte a una che è stata in Algeria, Sudafrica, Iran e Albania, che ha documentato la guerra in Kosovo, che è stata in Afghanistan fino al rovesciamento del regime dei talebani, in Iraq durante la seconda guerra del golfo, che ha seguito le ispezioni ONU alle prigioni, ha filmato in esclusiva mondiale l’inizio dei bombardamenti su Baghdad e l’arrivo dei carri armati statunitensi, che è stata corrispondente dagli Stati Uniti e in Cina in cui, attualmente, si occupa della pandemia da Coronavirus? Quanto può pesare una messa in piega rispetto a tale esperienza?!

“UNA GIORNALISTA VA ASCOLTATA”

“Una giornalista va ascoltata”. Sì, Giovanna, una giornalista si ascolta, soprattutto in un periodo in cui fare sana informazione è davvero difficile, ma è questo il vero obiettivo di una donna che sceglie di seguire questa strada. “Io devo raccontare, non essere oggetto di racconto”. Giovanna è uno spiraglio di luce, in un mondo come questo, così tanto concentrato sulla forma e così poco sulla sostanza. Un mondo i cui media ci hanno spesso abituato, negli anni, ad una figura di donna messa lì, per il gusto di compiacere il pubblico. Un mondo spesso sessista e mediocre, in cui, purtroppo, una donna deve faticare il doppio per essere presa sul serio, per far sì che gli occhi di tutti siano posati sulla bellezza e l’importanza delle sue parole, su quanto ami raccontarsi e raccontare, sulla sua cultura e la sua professionalità, più che sulla sua scollatura.

Quindi Grazie, Giovanna, per averci dato una lezione che potrebbe e dovrebbe essere scontata, nel terzo millennio, ma che, stando a quanto succede, ci fa pensare che probabilmente su certi temi siamo ancora molto indietro. La bellezza è un surplus certamente importante, è vero; ma, come direbbe l’autore di un piccolo, grande romanzo, L’essenziale è invisibile agli occhi.

 

Alessandra Santoro

 

  

 

1 comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.