Metodo Zamboni, una speranza nella lotta contro la sclerosi multipla

Metodo Zamboni, una speranza nella lotta contro la sclerosi multipla

BOLOGNA, 23 MARZO – “Contestualmente all’apertura del Nuovo Polo di Cona, il professor Zamboni potrà erogare i test non invasivi di diagnostica della Ccsvi (insufficienza venosa cronica cerebrospinale) sui pazienti che ne fanno richiesta e che la sua equipe ha già perfezionato in anni di attenti studi?”

È quanto chiede Mauro Malaguti (Pdl) in un’interrogazione alla Giunta regionale dopo che in una recente conferenza stampa i direttori dell’Ospedale S. Anna di Ferrara e dell’Agenzia sanitaria regionale hanno annunciato ufficialmente l’avvio, a maggio 2012, della sperimentazione ‘Brave dreams‘ per valutare l’efficacia e la sicurezza del trattamento della Ccsvi nella sclerosi multipla.

In tale circostanza – ricorda il consigliere – “si è sottolineato che Cona sarà sede ideale per gli studi del professor Zamboni e, si auspica, una volta ottenuta ‘l’evidenza scientifica’ degli effetti del trattamento per poter essere considerata un livello di assistenza essenziale (Lea), sede anche della fase clinica con la realizzazione di un centro di eccellenza nazionale particolarmente qualificante proprio per il nuovo Polo ospedaliero ferrarese”.

Tuttavia, ribadisce Malaguti, “nel corso della conferenza stampa non si è però menzionato la data dell’inizio delle attività di diagnostica della Ccsvi, presso il nuovo Polo di Cona, essenziale sia per gli studi futuri dell’equipe Zamboni, sia per le diagnosi ai pazienti affetti dalla patologia”. Di qui la domanda di chiarimento alla Giunta regionale.

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