Rula Jebreal, da La7 alla Grande Mela. La rinascita della giornalista israeliana

Rula Jebreal, da La7 alla Grande Mela. La rinascita della giornalista israeliana

NEW YORK, 5 MARZO – La giornalista ed autrice Rula Jebreal posa momentaneamente il suo taccuino per rivelare cosa l’alimenta, la guida, la ispira.

New York è un posto incredibile, che collega unisce l’umanità; a New York non ti senti  uno straniero, anzi ti senti parte di qualcosa”, dice l’autrice e pluripremiata giornalista Rula Jebreal, che si è trasferita in città circa tre anni fa dopo una carriera di successo in Italia come giornalista televisiva, trattando il tema delle guerre in Iraq e Afghanistan. Nata a Haifa, Israele, e cresciuta nell’est di Gerusalemme, Rula  Jebreal  prende spunto dalla sua educazione per gettare le basi del suo primo libro, Miral, pubblicato in Italia nel 2003, e divenuto film che è stato tradotto in film nel 2010.

Il mio processo di scrittura di libri comincia con una sensazione“, dice Jebreal, che è attualmente al lavoro di un romanzo, che ripercorre la vita di tre donne durante il movimento arabo e la loro lotta per far sentire la loro voce nel sistema politico. “Quando guardo una cosa devo entrarci con forza per agire“, dice Rula su ciò che la ispira per scrivere.

E’ con questa convinzione e spirito indipendente che Rula Jebreal cresce sua figlia Miral, 15 anni, nel Greenwich Village. “Ho detto a Miral di seguire la sua essenza il suo essere,” dice. “Ovunque lei andrà a vivere, quel mondo sarà una parte di lei e lei farà sempre parte di ciò che la circonda“. Jebreal si impegna lavora per insegnare alla figlia l’importanza di mantenere un forte senso di sé e di stare lontano dal desiderio di adattarsi alle convenzioni “Le persone sono guidate dalla cultura popolare a vedere tutto allo stesso modo, io non voglio“, dice.

Forse sembra facile per qualcuno come Jebreal, che colpisce con la pelle scura e che possiede una mente fresca e reattiva intelletto, commentare alcune nozioni su ciò che significa essere belli ma in realtà lei è molto consapevole dei pregiudizi verso le donne di bell’aspetto. “Quando ho lavorato come conduttrice a Roma, ho dovuto indossare la giacca per poter esser presa sul serio, per apparire motivata e credibile“, spiega. “Le cose sono cambiate grazie alle grandi donne del mondo della moda, che hanno abbattuto i limiti. Queste donne hanno dimostrato che puoi essere una donna d’affari e di successo e non devi nascondere  la tua bellezza lungo la strada. “

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