CasaPound di nuovo nell’occhio del ciclone, gioisce per la morte del giudice

CasaPound di nuovo nell’occhio del ciclone, gioisce per la morte del giudice

ROMA, 14 DICEMBRE – Mentre alcuni sono nel lutto, altri trovano motivo di celebrare, anche dove le celebrazioni sono quanto meno inopportune: il pm della procura di Roma Paolo Saviotti si è appena spento per un malore e sulla rete appare un commento soddisfatto di Gianluca Iannone, presidente di Casapound Italia, associazione delle destra radicale che da poco era salita agli onori delle cronache per la strage di Senegalesi a Firenze.

“Il 2012 si apre con prospettive interessanti… Evviva”, queste le parole usate a commento della notizia sulla bacheca del suo profilo di facebook da Iannone, su cui in passato il magistrato aveva svolto delle indagini.

La reazione della politica e delle istituzioni è stata immediata, oltre che comprensibilmente sdegnata, tanto da portare lo stesso Iannone a tentare di liquidare l’esternazione come una “battuta infelice” senza però riuscire ad evitare che la procura di Roma aprisse un fascicolo a suo carico ipotizzando il reato di associazione a delinquere e delegando alla polizia postale i dovuti accertamenti. Il commento incriminato è stato portato all’attenzione da Andrea Antonini, vicepresidente di CasaPound, che pur precisando che non si tratta di una presa di posizione comune del gruppo non rinuncia a prenderne le difese, definendo ipocrisia il pensare che dopo le attenzioni a suo dire pressanti indirizzate di recente dal giudice Saviotti all’associazione, in particolare per gli scontri studenteschi di Piazza Navona e nel caso Palladino, membri della stessa possano arrivare a piangerne la dipartita. Sulla falsariga di Antonini anche le precisazioni di Iannone, che come detto è ritornato solo in parte su suoi passi, arrivando a paragonare l’Italia ad una dittatura come la Corea del Nord.

Matteo Borile – Publisher Italia

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