Caso Melania Rea, l’automobile rossa sul Colle San Marco

Caso Melania Rea, l’automobile rossa sul Colle San Marco

TERAMO, 3 AGOSTO – La foto che, inizialmente, avrebbe dovuto scagionare Salvatore Parolisi, secondo la difesa, in realtà potrebbe proprio confermare le accuse mosse nei confronti dell’unico indagato per l’omicidio della giovane mamma di Somma Vesuviana, Melania Rea.

“La foto agli atti ritrae chiaramente un’automobile di colore amaranto, non una Renault Scenic, parcheggiata in luogo completamente diverso da quello indicato da Parolisi (in prossimità di una casetta sulla strada principale e non su quella delle altalene). Ciò, oltretutto, alle 15.13, in orario persino compatibile con l’omicidio commesso a Ripe”.

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Lo afferma in una nota l’avvocato Mauro Gionni, legale della famiglia di Melania Rea, parlando della foto che, secondo gli avvocati di Salvatore Parolisi, avrebbe dovuto far crollare “il castello accusatorio nei confronti del caporalmaggiore dell’Esercito”.

Nella foto, scattata dagli studenti dell’Istituto Geometri di Ascoli il pomeriggio del 18 aprile scorso, quando il caporal maggiore denunciò la scomparsa della moglie dal Colle San Marco, è ritratta, infatti, un’automobile rossa e non scura come la Renault Scenic del militare. Questo particolare, secondo l’accusa, non solo non scagionerebbe Parolisi, ma sarebbe una prova in più della sua colpevolezza: se lui fosse stato davvero sul Colle, il giorno della scomparsa di sua moglie Melania, a giocare con la sua bambina, in quella foto dovrebbe esserci anche la sua automobile parcheggiata. Peraltro questa auto rossa era parcheggiata lungo la strada che dal pianoro sale in direzione di Colle San Giacomo, che dal punto dove è stata scattata la foto risulta più distante rispetto al parco delle altalene dove Parolisi afferma di essere rimasto a far giocare la piccola Vittoria mentre attendeva il ritorno della moglie, allontanatasi a suo dire per un bisogno fisiologico. Insomma, se è stata inquadrata un’auto lontana rispetto alle altalene, a maggior ragione si sarebbe dovuta notare, anche solo visivamente, un’altra automobile, se davvero fosse stata parcheggiata lì come sostiene Parolisi.

Federica Palmisano

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