Università, l’Onda studentesca assedia il Senato: 2 arresti e 27 denunce

Università, l’Onda studentesca assedia il Senato: 2 arresti e 27 denunce

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ROMA, 24 NOV. -  Scontri nel pomeriggio di oggi a Roma, tra un gruppo di studenti scesi in piazza contro la riforma Gelmini e le forze dell’ordine. Il momento di massima tensione si è avuto quando i manifestanti hanno fatto irruzione nell’ingresso principale del Senato, a Corso Rinascimento. Il gruppo di giovani è stato bloccato, davanti ad una seconda porta a vetri, dai funzionari della sicurezza di Palazzo Madama. Fuori dal Senato una scena di guerriglia urbana, con gli uomini delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa da una parte e dall’altra gli studenti con striscioni e scritte contro il ddl Gelmini, che gridavano “Vergogna, vergogna”, “Dimissioni, dimissioni”, con lancio di uova contro il Senato. Nove poliziotti sono rimasti feriti, sei o sette studenti contusi, 2 gli arrestati e 27 denunciati.

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, Mariastella Gelmini ha così replicato ai disordini di oggi:”Gli studenti che contestano le riforme del governo rischiano di difendere i baroni, i privilegi e lo status quo”. Secondo Gelmini ”Alcuni studenti vengono strumentalizzati da esponenti politici della sinistra che oggi hanno deciso di inscenare una sceneggiata sui tetti delle università. Bersani – continua Gelmini – in questo modo si dimostra poco rispettoso nei confronti dell’Aula che in queste ore sta discutendo una riforma che rivoluziona l’università italiana”. Il ministro Gelmini si rivolge poi ai leader della sinistra: “non basta salire un’ora sul tetto per far dimenticare come la sinistra ha ridotto l’università pubblica in Italia. Per anni la sinistra ha impedito, per motivi culturali, che nelle università venisse premiato il merito. Sono stati umiliati i migliori per promuovere parenti e amici”.”E’ da respingere – conclude Gelmini – il tentativo maldestro di alcuni di addebitare al governo o ai tagli l’inefficienza del sistema universitario. I soldi invece ci sono sempre stati, ma sono stati usati per moltiplicare posti, corsi di laurea inutili e sedi distaccate non necessarie”.

Il presidente del Senato, Renato Schifani, che ha verificato sul posto quanto accaduto ha definito l’episodio ”Una vile aggressione”. ”Ritengo che il fatto sia di per sé gravissimo, – ha commentato Schifani – che dei giovani, che dovrebbero costituire la classe dirigente del domani, aggrediscano le istituzioni e quindi, il cuore dello Stato è un fatto che si commenta da sé e che ci preoccupa. Da tempo, – conclude Schifani – ci appelliamo al paese affinché si abbassino i toni e le proteste si svolgano nell’alveo della civiltà e della democrazia. L’evento di oggi è da ricordare, non da dimenticare”. ”Sicuramente – ha aggiunto Schifani – si devono migliorare i sistemi di sicurezza dei palazzi, perchè non vi è dubbio che quello che è successo oggi poteva forse essere evitato.” Poi rivolgendosi a Maroni: “Confido nel senso di responsabilità del ministro degli Interni, dei nostri presidi di polizia e carabinieri, perchè si inseriscano dei presidi di sensibilità, per fare in modo che i palazzi dello Stato non vengano aggrediti violentemente”.

Cristina Reggini

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