Michele Misseri deve restare in carcere

Michele Misseri deve restare in carcere

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TARANTO, 22 NOV. – Allo stato delle indagini, non si è modificata la posizione di Michele Misseri e non appare plausibile che lo stesso venga rimesso in libertà. Infatti il contadino rimane indagato, unitamente alla figlia Sabrina, per l’omicidio di Sarah Scazzi ed anche per i reati di violenza sessuale e sottrazione di cadavere, previsto e punito dall’articolo 411 del Codice penale.

Quindi la Procura di Taranto finora non ha accolto le richieste dei legali di Michele Misseri, che avrebbero voluto attribuire al loro assistito solo l’occultamento del corpo di Sarah, un reato meno grave rispetto alla sottrazione e non punito con la detenzione in carcere.

Le indagini proseguono a tutto tondo e, nonostante nell’incidente probatorio zio Michele abbia continuato ad accusare la figlia, continuano le verifiche e l’escussione di persone informate sui fatti per ricostruire le ultime ore di vita di Sarah e per capire se altre persone sono coinvolte nella vicenda.

Rimane l’ambiguità del comportamento di questo contadino pugliese, che i difensori cercano di dipingere come un analfabeta, incapace di comprendere e di parlare correttamente l’italiano. Di certo è indubbia la sua capacità di cambiare le carte in tavola e di mentire con un’apparente ingenuità, fino a piangere quando parla della nipote.
Giancarlo Umani Ronchi, consulente della difesa di zio Michele ha fatto sapere che, non potendo tornare a casa, «se a Misseri dovessero essere accordati i domiciliari potrebbe andare in un convento».

Enzo Radunanza

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