Ruby-Berlusconi, il caso non è chiuso

Ruby-Berlusconi, il caso non è chiuso

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MILANO, 10 OTT. – Questo le scarne parole del Ministro Maroni, commentando a caldo le dichiarazioni della Pm del Tribunale dei minorenni di Milano, Anna Maria Fiorillo sulla vicenda Ruby. Maroni ha poi sottolineato che la sua posizione “è la stessa del procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati”.

Lo stesso Procuratore ha affermato di non avere nulla da aggiungere “a quanto già detto nei giorni scorsi. Per me la vicenda era già chiusa allora».Quest’ultimo ha precisato che non intende replicare al pm dei Minori Annamaria Fiorillo rispetto alle dichiarazioni di quest’ultima rese oggi. La scorsa settimana Edmondo Bruti Liberati, a proposito di quel che accadde in questura la notte tra il 27 e il 28 maggio scorsi quando Ruby venne portata e trattenuta per qualche ora dopo essere stata denunciata da un’amica per un furto di tremila euro, aveva dichiarato che “le procedure di fotosegnalazione, identificazione e affidamento sono state correttamente completate. Non sono previsti ulteriori accertamenti sul punto”.

Ruby ultimate le procedure burocratiche venne affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti, che si era offerta di occuparsi della giovane marocchina. Il Pm minorile Fiorillo, invece, ha sempre sostenuto di aver disposto di collocare la ragazza in una comunità e di non aver mai dato l’autorizzazione al suo affidamento a una terza persona.

Le conclusioni formulate e rese pubbliche del Procuratore di Milano si sono basate invece sulla relazione inviata dal procuratore della Repubblica dei minori Monica Frediani e da quelle degli ispettori di polizia e della questura che quella notte si occuparono di Ruby.

L’inchiesta su quanto avvenne quella sera negli uffici di via Fatebenefratelli rimane ancora aperta su alcuni punti (specialmente due) al vaglio degli inquirenti.

Primo punto occorrerà chiarire la telefonata arrivata dalla presidenza del Consiglio, nella quale si diceva che la ragazza era nipote del presidente egiziano Mubarak; poi, punto secondo, far luce del perché nonostante Ruby fosse stata affidata a Nicole Minetti in realtà la giovane marocchina abbia trascorso i giorni successivi a casa di un’amica brasiliana con cui poi il 5 giugno ha litigato ed è finita in ospedale e infine, su disposizione di un altro pm dei minori, in una comunità in Liguria.

Di Manlio Scimeca

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