SALTA FUORI ANCHE IL PRESTANOME DI BALDUCCI. CUSTODIVA L’ARCHIVIO SEGRETO DI PIÙ INDAGATI

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ROMA, 8 GIU. – Dopo aver scavato a fondo nell’ambito dell’inchiesta sui ‘Grandi Eventi’, gli inquirenti hanno individuato anche il prestanome che custodiva i soldi di Angelo Balducci, il Provveditore ai Lavori Pubblici. L’uomo, scoperto da incartamenti rinvenuti nell’ufficio del commercialista Stefano Gazzani, era uno dei collaboratori del professionista che curava anche gli affari di Diego Anemone. Il nome del prestanome è Fernando Mannoni. L’uomo era intestatario di una ‘provvista’ di denaro che Balducci aveva intenzione di far sfuggire ai controlli. Dopo la scoperta di un conto in Lussemburgo con circa 3 milioni di euro, i carabinieri del Ros hanno scoperto la traccia di un nuovo tesoretto. L’esame dei documenti già acquisiti presso gli istituti di credito dovrà adesso accertarne la provenienza, anche se le prime verifiche hanno già fornito dettagli di interesse investigativo.

Il dato sarebbe emerso già nel corso di una perquisizione fatta tre mesi fa, quando i militari dell’Arma entrarono nello studio del commercialista chiedendo di poter visionare tutte le carte relative a Balducci, Anemone e Mauro Della Giovampaola, il funzionario delegato alla gestione del G8 a La Maddalena arrestato per corruzione e tornato in libertà per scadenza dei termini. I militari trovarono gli estratti relativi e centinaia di conti e si soffermarono su quelli intestati agli indagati. Analizzando le movimentazioni si accorgono però di un’anomalia che riguarda le disponibilità di Balducci e dei suoi figli. C’era un nome che ricorreva, pur non avendo alcun legame evidente con loro. È, appunto, quello di Mannoni. Il computer di Gazzani, insieme a chiavette Usb e altro materiale informatico, è stato appena sequestrato.

L’idea della Procura della Repubblica è che quei depositi siano serviti a far transitare il denaro che il costruttore versava dopo aver ottenuto gli appalti. E dunque che il prezzo di quelle assegnazioni non fossero soltanto gli appartamenti, i viaggi con l’idrovolante, le vacanze e persino i domestici assunti e messi a disposizione di Balducci e di sua moglie. Gazzani è stato segnalato dalla Banca d’Italia per alcune operazioni sospette riconducibili alla ‘cricca’. Iniziative finanziarie che potrebbero nascondere l’acquisto di beni o il passaggio di denaro da utilizzare come tangente. Le intercettazioni telefoniche hanno rivelato che proprio Gazzani si recava ad incontrare il generale della Guardia di Finanza, poi passato ai servizi segreti, Francesco Pittorru che prometteva rivelazioni sulle indagini in corso e per questa sua disponibilità ha ottenuto due appartamenti e l’assunzione della figlia presso il Salaria Sport Village. Insieme all’architetto Angelo Zampolini, il commercialista è certamente uno degli uomini più fidati di Anemone. Dal suo studio i carabinieri del Ros hanno portato via anche 34 faldoni che documentano la contabilità delle aziende, l’elenco dei fornitori, quello dei consulenti. Migliaia di fogli che disegnano la rete dei contatti. E per questo fanno paura a molti.

Davide De Stavola

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