È NATA LILY MAY, LA PRIMA BIMBA AL MONDO CHE HA UNA DONNA PER PAPÀ

È NATA LILY MAY, LA PRIMA BIMBA AL MONDO CHE HA UNA DONNA PER PAPÀ

BRIGHTON, 21 APR. Si chiama Lily May Betty Woods, è nata il 31 marzo a Brighton, nel Sud dell’Inghilterra. Ha soltanto venti giorni di vita ma è già al centro delle polemiche: è il primo neonato al mondo ad avere due genitori dello stesso sesso riconosciuti legalmente. Sul certificato di nascita della bimba, infatti, accanto al nome della madre Natalie Woods, 38 anni, che l’ha concepita con fecondazione in vitro grazie ad una donazione di seme, compare, nella generica casella “parent”, anche quello della sua compagna, la quarantaseienne Betty Knowles. Il nome del donatore invece è assente dal documento.

Fino a qualche mese fa, nella stessa situazione, per essere riconosciuta come genitore di Lily May, Betty avrebbe dovuto rivolgersi al tribunale. Ma grazie alla recentissima entrata in vigore del Human Fertilisation and Embryology Act 2008, che sancisce i diritti di entrambi i genitori in una coppia omosessuale, ciò non è più necessario. Mentre le comunità gay, lesbiche e bisessuali festeggiano per i diritti raggiunti, le polemiche dei conservatori non si fanno attendere. Secondo Josephine Quintavalle di CORE, un’organizzazione sull’etica della riproduzione, «il certificato di nascita dovrebbe dare conto di come un bimbo è nato, specie in una cultura come la nostra ossessionata dalla genetica. Verrà un giorno in cui la bimba chiederà notizie di suo padre».

Se lo vorrà, una volta maggiorenne, Lily May potrà conoscere l’identità del donatore di seme grazie al quale è stata concepita. Per il momento, a chi sostiene che ogni bambino ha bisogno di un padre, Natalie e Betty, che stanno insieme da sedici anni, rispondono che «un figlio ha solo bisogno di amore incondizionato ed è quello che io e Betty siamo in grado di dare, in abbondanza». E quando Lily May imparerà a parlare potrà chiamare “mamma” Natalie e “mamma B” Betty. Le due mamme intanto hanno grandi progetti per il futuro: una seconda maternità e un’unione civile legalmente riconosciuta.

Isabella Baricchi

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