PEDOFILIA: ANNIVERSARIO AMARO PER PAPA RATZINGER

PEDOFILIA: ANNIVERSARIO AMARO PER PAPA RATZINGER

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Papa RatzingerROMA 20 APR. È un anniversario di amarezza, questo, per Papa Ratzinger, che festeggia, si fa per dire, i suoi primi cinque anni di pontificato. Per questa ricorrenza lunedì 19 ha voluto condividere il pranzo con i 46 cardinali residenti a Roma, nel corso del quale, secondo l’Osservatore Romano, il Papa “non si è sentito solo” soprattutto in questo momento in cui “la Chiesa sta peregrinando inter persecutiones mundi et consolationem Dei”.

La Storia ricorderà questo momento come uno fra i periodi più difficili della Chiesa, nel corso del quale l’attacco all’Istituzione Ecclesiastica, nella persona del Santo Padre, è quello fra i più aspri. Lo scandalo della pedofilia ha intaccato la credibilità della Chiesa, sconvolgendo gli animi di quei fedeli, di quei genitori che nella Chiesa, nell’oratorio trovavano riparo sicuro per i loro figli. Ma non è l’associazione del prete-pedofilo che ha turbato l’opinione pubblica. Casi ve ne erano già stati, svelati in passato dalla stampa, passati poi in sordina. Il punto è quest’ultimo appunto. Quelle storie, quelle vicende che seguito hanno avuto? Alle vittime è stato suggerito di trovar consolazione nel silenzio della preghiera e ai peccatori sono stati “rimessi loro i peccati”? Ma la pedofilia non era un reato? Qui nasce la delusione e l’attenzione assidua sull’operato della Chiesa. Un’attenzione che, a voler scoperchiare le pentole, trova la sua origine ben prima del pontificato di Ratzinger, andando ad intaccare quella solida eredità con cui Ratzinger in primis si è dovuto confrontare sin dal primo giorno del suo insediamento sul Soglio Pontificio. Infatti, se la stampa ha posto, inizialmente, la sua attenzione sul coinvolgimento dell’attuale Papa nel mettere a tacere certe situazioni “peccaminose” (all’epoca era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede e Arcivescovo di Baviera), inevitabilmente lo sguardo va spostandosi verso l’allora pontefice Wojtyla. Aleggiano già le prime ombre se non sulla personalità di Karol Wojtyla quanto meno sul suo entourage. Infatti, ancor prima degli scandali di pedofilia nel 2002 negli Stati Uniti, nel ’95, secondo il cardinal Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna, ex allievo e amico personale di Ratzinger, piuttosto che venire appoggiata la richiesta (dell’allora Arcivescovo Ratzinger) di una commissione interna d’inchiesta sulle accuse di pedofilia rivolte all’arcivescovo Hans Hermann Groer, da un’ala della Curia romana ci fu invito a chiudere la questione.

È chiaro che da sempre che c’è una guerra in corso contro la Chiesa e la sua immagine. Ma nel marasma di dichiarazioni, c’è però la sensazione di non riuscire più a comprendere in quale fronte risiedono gli accusati e gli accusatori. E quale sia il nemico da fronteggiare.

Ciò che è certo, è che il Papa, coraggiosamente ha voluto dichiarare la sua vergogna e la sua amarezza per il silenzio della Chiesa, nel suo incontro che recentemente ha avuto a Malta con le vittime di abusi sessuali ad opera di prelati. Soddisfatte del colloquio, le stesse hanno riferito del dolore del Papa nell’ascolto delle loro vicende, assicurandoli che farà “tutto ciò che è in suo potere per investigare sulle accuse e consegnare alla giustizia i responsabili”.

Ratzinger, forte del sostegno del Collegio Cardinalizio e non solo (maggiori sono le accuse, maggiore è la solidarietà e il sostegno al Pontefice da parte delle comunità e Istituzioni) si è impegnato in un “processo di purificazione incessante” e necessario per la Chiesa, che oggi è “ferita e peccatrice [ma] sperimenta ancor più le consolazioni di Dio”. Risaputa la sua politica di “tolleranza-zero” su questioni morali non negoziabili, sembra quasi un annuncio di un’attenzione severa e rigorosa sull’operato dei ministri della Chiesa. Secondo l’arcivescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori, il ”coraggio che egli manifesta nel confronto con chi avversa la Chiesa e il Vangelo” è ”lo stesso che lo guida nell’affrontare quella che egli stesso definì “sporcizia” presente tra i ministri della Chiesa.”

Fabienne Bellizzi

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One Response to "PEDOFILIA: ANNIVERSARIO AMARO PER PAPA RATZINGER"

  1. alessio di benedetto  2010/04/20 at 20:16

    Quell’individuo è senza pietà: ha scomunicato le migliori menti innovatrici del pensiero cattolico: Drewermann, Hans Küng, Tissa Balasuriya, Matthew Fox, Philippe Denis, Vitaliano Della Sala, Suor Jeanine Gramick, Lavinia Byrne, Jacques Dupuis, Leonardo Boff, Schillebeeckx, Bulányi, Curran, e centinaia di altri che avrebbero potuto metterlo in ombra. Uno che ha fatto parte della Hitlerjugend e della Wehrmacht fino al 1945, uno che scrive nel suo libro autobiografico “La mia vita” del 1997:“Per noi la presa del potere da parte delle camicie brune in Austria aveva anche un lato positivo: le frontiere di quel paese, a noi vicino, erano state chiuse da Hitler” . E potrei andare avanti per ore… Ma continuo in:
    http://alessiodibenedetto.blogspot.com/2010/04/abbiamo-avuto-i-peggiori-maestri-da.html 

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