STRAGE FERROVIARIA DI MERANO: PROFILO DEGLI OTTO ISCRITTI NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI

STRAGE FERROVIARIA DI MERANO: PROFILO DEGLI OTTO ISCRITTI NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI

MERANO, 14 APR. Sono otto le persone indagate dalla Procura della Repubblica di Bolzano per il disastro ferroviario che ieri mattina in Val Venosta ha causato la morte di nove passeggeri e il ferimento di ventotto, di cui sette versano in gravi condizioni. Sono i presunti responsabili della frana che alle 9.00 di lunedì ha travolto un treno di studenti e pendolari, il regionale R108 della Sad, linea gestita dalla Provincia di Bolzano, partito da Malles Venosta alle 8.20 e diretto a Merano.

Sarebbe stata la rottura di un tubo dell’impianto di irrigazione di un meleto a causare la frana di 400 metri cubi larga tra i 10 ed i 15 metri che si è abbattuta sul convoglio sulla tratta Laces-Castelbello. Sei appartenenti al consorzio di bonifica della Val Venosta, ritenuti responsabili dell’impianto difettoso, e i due proprietari del frutteto sono ora indagati per i reati di frana colposa, disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo.

Il procuratore di Bolzano Guido Rispoli, coadiuvato nell’inchiesta dal sostituto Axel Bisignano, ha voluto però precisare che le persone indagate non sono ancora da ritenersi colpevoli e che «la velocità dell’iscrizione è dovuta alla necessità di effettuare al più presto le perizie e garantire la partecipazione con propri periti alle parti, in modo da poter utilizzare la perizia immediatamente nel procedimento».

Per far luce sulle cause del disastro e sulle responsabilità la Procura ha già nominato tre periti: un geologo, un ingegnere idraulico e un esperto in geotecnica. «E’ importante fare in frettaha spiegato il procuratore Rispoli – per evitare la modifica dei luoghi e l’eventuale riassorbimento dell’acqua». Intanto Lothar Burger, presidente del consorzio della Val Venosta, in merito all’impianto di irrigazione ha fatto sapere che «la struttura esistente risale al 1973 ed era stata infatti giudicata non più adatta» e che i responsabili avevano l’intenzione di sostituirla con una più moderna. Intanto, mentre si cercano di ricostruire le ragioni della tragedia, il Trentino Alto Adige piange le sue vittime in una giornata di lutto con le bandiere a mezz’asta.

Isabella Baricchi

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