FOGGIA, FINGE UN MALORE E VIOLENTA GUARDIA MEDICA. ARRESTATO RAFFAELE PIGNATELLI

FOGGIA, FINGE UN MALORE E VIOLENTA GUARDIA MEDICA. ARRESTATO RAFFAELE PIGNATELLI

FOGGIA, 30 NOV. – Un operaio di 25 anni, Raffaele Pignatelli, è stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Foggia con l’accusa di violenza sessuale, sequestro di persona

e lesioni personali nei confronti di una avvenente dottoressa di un ambulatorio sanitario di un paese del Gargano.

Secondo quanto accertato dai militari, l’operaio, fingendo uno strano malore ha chiesto di essere visitato dalla dottoressa, ma una volta dentro l’ambulatorio, avrebbe violentato la donna. La vittima, una guardia medica di 30 anni, ha riportato lesioni giudicate guaribili in 40 giorni.

Il ragazzo – secondo quanto accertato dagli investigatori – è entrato nell’ambulatorio, fingendo di accusare un malore. Una volta dentro avrebbe chiuso a chiave l’ufficio della dottoressa e lì, con forza, ha iniziato a palparla. Le sua attenzioni sono divenute sempre più insistenti: mentre la donna gridava, chiedendo aiuto, le ha strappato i vestiti. La donna ha tentato disperatamente di divincolarsi ma il giovane per bloccarla, l’ha riempita di calci e pugni colpendola in pieno volto. Nonostante le percosse, la dottoressa è riuscita a liberarsi ed è scesa in piazza, gridando per destare l’attenzione del vicinato. Le sue urla sono state udite da alcune persone che hanno avvisato i carabinieri. I militari sono riusciti, anche grazie alla descrizione fatta dalla vittima, ad individuare l’operaio e ad arrestarlo.

Pignatelli non ha precedenti penali, non è sposato e non aveva mai molestato nessuno in precedenza. Decisive per individuare il presunto responsabile dell’aggressione sono state le testimonianze di alcuni cittadini, dopo che la donna era riuscita a liberarsi correndo in strada per chiedere aiuto. In molti, infatti, nel piccolo paese avevano il numero di cellulare del comandante della stazione dei carabinieri, che è stato subito informato dell’accaduto e ha cominciato le ricerche dell’aggressore, rintracciato più tardi nella sua abitazione.

Redazione

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