STEFANO CUCCHI, ENNESIMO CHOC: “QUEGLI STRONZI M’HANNO MENATO”, E SPENTO DIVERSE SIGARETTE SULLA CARNE VIVA

STEFANO CUCCHI, ENNESIMO CHOC: “QUEGLI STRONZI M’HANNO MENATO”, E SPENTO DIVERSE SIGARETTE SULLA CARNE VIVA

(A cura di Giuliana Sias) – L’abisso dentro al quale Stefano Cucchi è stato spinto a calci, sembra non avere un fondo. In attesa della nuova autopsia, i legali tornano sulle 67 fotografie scattate subito dopo l’autopsia del 23 ottobre scorso.
“Su quel cadavere – dice l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia – si riconoscono almeno cinque lesioni tipiche delle bruciature di sigaretta”.

ROMA, 18 NOV. – Si distinguono “lesioni profonde sul braccio destro”. Un’altra lesione, presumibilmente da sigaretta, spenta brutalmente sulla carne viva, compare sul pollice della mano sinistra. Ancora un’altra, all’attaccatura dei capelli, vicino alla fronte.
“Non sono un medico legale, ma anche queste abrasioni alla testa e alla mano – prosegue l’avvocato Anselmo – sono, per la mia esperienza, bruciature. Ma guardando queste foto è evidente che le lesioni subite da Stefano non si limitarono alla frattura di due vertebre e alle ecchimosi al volto”.
Ed in effetti, scorrendo “l’album fotografico” di questa morte, si trovano escoriazioni al ginocchio destro, alla tibia sinistra e diffuse ecchimosi su tutto il lato destro del corpo. All’altezza del costato, sotto il braccio, e in corrispondenza del gluteo. Oltre ad un profondo ematoma interno sotto il labbro superiore. “C’è poi – osserva Anselmo – anche una linea di ecchimosi all’altezza della tempia destra. Il che potrebbe far pensare che Stefano abbia subito anche un trauma cranico. Non a caso abbiamo chiesto con i nostri periti che sulla salma riesumata venga fatta una Tac”.
Ed ancora, le due prime fotografie scattate in seguito agli esami autoptici, mostrano che Stefano indossava ancora gli stessi vestiti del giorno dell’arresto: “non gli hanno mai dato un cambio”.

Infine c’è un supertestimone che dovrà pagare pegno perchè “extracomunitario, clandestino e delinquente”, punti “dolenti” sui quali è certo che la difesa degli indagati colpirà duro.
Nel frattempo le tre guardie accusate del pestaggio “sono in normale congedo per ferie”. “Quegli stronzi” che l’hanno menato, (Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Dominici) sono stati trasferiti rispettivamente a Fiumicino, Rebibbia e al carcere minorile di Casal del Marmo, in attesa che le loro responsabilità su questa morte vengano chiarite in via definitiva.

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