FINI AL VETRIOLO APOSTROFA LA MAGGIORANZA: “NON MI PIACE LA CASERMA”

FINI AL VETRIOLO APOSTROFA LA MAGGIORANZA: “NON MI PIACE LA CASERMA”

NOVEMBRE, 9 NOV. – Il Presidente della Camera Gianfranco Fini, presente ieri al programma di Fabio Fazio sulla terza rete Rai “Che tempo che fa”, ha esaminato a fondo la maggioranza sferzando colpi a destra e a manca.

Con molta trasparenza e serenità ha affermato che “il PdL così come è organizzato non mi soddisfa al 100%. Non mi piace la caserma. Vorrei che ci fosse un po’ più di rispetto delle opinioni degli altri, anche se queste dovessero apparire eretiche”. Il Presidente della Camera si è confrontato su svariati temi come ad esempio quello della giustizia. “Gli autografi si chiedono a Sting non ai deputati. Ma sono convinto che le volontà che Feltri attribuisce a Berlusconi non sono tali”. Questo il suo commento relativo all’ipotesi formulata da Vittorio Feltri che Berlusconi chieda a tutti i parlamentari del Pdl di firmare un documento che lo impegna ad appoggiare una legge di “scudo” rispetto ai suoi processi. Fini ha ribadito che “Il presidente della Camera come tale non firma nulla. I deputati si regolano loro”.

L’intervista si è svolta prevalentemente sul campo della politica affrontando la questione delle famose candidature considerate “inopportune”, anche se le persone interessate “Hanno un sacco di voti”. L’etica della politica è venuta fuori su questo scottante argomento ribadendo che “nella politica deve valere il detto della moglie di Cesare che deve essere al di sopra di ogni sospetto”. Con qualche riferimento al coso di Cosentino in Campania, suggerito da Fazio, il Presidente della Camera ha affermato che “la politica farà un passo in vanti quando si dirà: meglio non candidarlo perché anche se ha un sacco di voti, magari quei voti dipendono da poteri non trasparenti”.

Fini ha riaffermato l’importanza del confronto e del dialogo sereno con l’opposizione. Non si può continuare a vivere in un clima da “derby permanente”. Berlusconi sbaglia quando vuole fare da solo perché in questo modo, pur essendo legittimo e costituzionale, si acuiscono le tensioni.

Non sono mancate critiche contro la prescrizione breve che danneggerebbe i cittadini e sulla vera o presunta libertà di Feltri e del suo editore Berlusconi.

Il ritratto che ne è venuto fuori è quello di un Presidente della Camera rispetto delle istituzioni, del dialogo e del confronto costruttivo per il bene del Paese. Una prova di grande capacità critica e senso di equilibrio.

Marco Palumbo

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