BOLOGNA, “L’OMOFOBO” SIZZLA AL SOTTOTETTO: LE ASSOCIAZIONI GLBT DICONO “NO”

BOLOGNA, “L’OMOFOBO” SIZZLA AL SOTTOTETTO: LE ASSOCIAZIONI GLBT DICONO “NO”

BOLOGNA, 2 NOV. – Non c’è solo la protesta contro il colonialismo e la corruzione morale della società occidentale nei testi della musica reggae, ma spesso i principali esponenti di tale genere infarciscono le loro canzoni di frasi meno nobili di quelle usate da Bob Marley e Peter Tosh, ad esempio incitando a uccidere le persone gay o a picchiare chi pratica la sodomia e il sesso orale. Uno dei musicisti di spicco della scena reggae giamaicana è Sizzla, che dovrebbe esibirsi in concerto al Sottotetto il prossimo 12 novembre. Da diversi anni i suoi testi sono contraddistinti da una spiccata virulenza omofobica e dall’astio verso chi esercita la libertà sessuale, considerata come una delle tante storture di “Babilonia”.

Le associazioni glbt cittadine hanno scritto una lettera rivolta agli organizzatori dell’evento per cercare di fermarlo. Il problema – si afferma – non è tanto il contenuto delle canzoni di Sizzla in sé, quanto «capire perché un locale come il Sottotetto e tanti altri e altre in Italia, così come molti ragazzi e ragazze che frequentano gli spazi sociali, e tante altre persone che noi riteniamo nostri “vicini”, non abbiano voglia o interesse a prendere le distanze definitivamente dal sessismo e dall’omofobia». In passato il cantante giamaicano, insieme ad altri suoi colleghi, si era impegnato a non cantare più questi testi, impegno comunque più volte disatteso, tanto che molti dei suoi concerti in giro per il mondo sono stati annullati ed è stato anche espulso dal Regno Unito.

I gruppi glbt chiedono «al Sottotetto, alle e agli amanti del reggae, ai centri sociali italiani, di decidere di fare i conti con la libertà sessuale di ognuna e ognuno di noi. E per questo di rinunciare al concerto di Sizzla». Al loro fianco si sono schierati anche l’Assessore alle Pari opportunità Simona Lembi, il capogruppo PD in consiglio comunale Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay, e Riccardo Malagoli, presidente del quartiere San Donato – dove il Sottotetto è ubicato – che ha minacciato il club di sospendergli la concessione.

Matteo Davide Scorza

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