REGISTRO DEL TESTAMENTO BIOLOGICO: LA CURIA BACCHETTA CONSIGLIERI TEO-DEM
BOLOGNA, 23 NOV. — All’ordine del giorno oggi in Consiglio comunale a Bologna il voto per il registro dei testamenti biologici. Chiamati a esprimersi, naturalmente, anche gli otto consiglieri cattolici del Pd (Marina Accorsi, Lina Delli Quadri, Amelia Frascaroli, Teresa Marzocchi, Paolo Natali, Giuseppe Paruolo, Francesca Puglisi e Luca Rizzo Nervo) i quali, prevedendo aria di burrasca, avevano preventivamente scritto una lettera al Resto del Carlino in cui motivavano il loro voto favorevole: «È chiaro che qui si parla di una spesa molto limitata che consente di dare un servizio in più a cittadini che lo ritengono importante – anche in ragione della delicatezza del momento di vita a cui si riferisce – e senza in nulla offendere coloro che non lo giudicano prioritario. Naturalmente va fatto con tutte le accortezze di natura giuridico-legale».
E proprio sulla natura giuridica-legale, e non economica, parte l’offensiva della Curia di Bologna che sulle pagine dell’inserto domenicale bolognese di Avvenire, Bologna Sette, ha chiamato in causa il giurista Paolo Cavana, oltre che il bioetico Giorgio Carbone. Secondo Cavana si rischia di arrivare a “profili di illegittimità sulla privacy” perché non esiste una legge nazionale in materia e invita ad attendere che la discussione venga affrontata e risolta prima in Parlamento. Carbone, da parte sua, paventa il rischio, una volta depositato il testamento biologico, di precludersi in futuro, la possibilità di usufruire delle eventuali conquiste scientifiche ottenutesi nel frattempo e dice: «[. . .]non è detto che le volontà che io oggi esprimo corrispondano esattamente a ciò che io desidererò quando sarò colpito da una
malattia grave e sarò incapace di esprimere i miei desideri».
Ma la Rete laica che ha promosso l’iniziativa a Palazzo d’Accursio non si è spaccata, come testimoniano le parole di chiusura delle lettera dei cattolici Pd: «Se dunque stiamo al merito, non c’è ragione su questa proposta per dare spazio a crociate di qualunque segno. E noi stiamo al merito».
Anna Minutillo
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